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La CittÓ e il Territorio

Ultimo aggiornamento: 20.09.2018

Cenni storici

Torremaggiore, centro di 17.000 abitanti, è la città della Capitanata, a 38 km a nord di Foggia, che ospitò nel suo territorio l’imperatore morente, Federico II di Svevia (1250) a Castelfiorentino. Qui dettò il suo testamento universale, dal valore inestimabile sul piano giuridico, storico e civile.

La sua origine risale all’anno Mille, quando il casale col nome di Terra Maggiore era infeudato alla vicina Abbazia benedettina di S. Pietro. All’Abate, vero feudatario, sono indirizzati i documenti di cui ci è pervenuta memoria, tra cui l’importante bolla di papa Onorio III del 1216, che conferma ed enumera tutti i vasti possedimenti ed i privilegi concessi al detto Monastero, già riconosciuti con praeceptum dai catapani bizantini, dai duchi e re normanni.
  
Il Puer Apuliae amò particolarmente questo lembo della Puglia e spesso, dedito alla caccia, dimorò nei suoi castelli di Apricena, Lucera, Castelpagano, finché la morte non lo colse a Fiorentino nel 1250 (Torremaggiore). Le aspre lotte scatenatesi tra il Papato e Manfredi di Svevia portarono alla distruzione di Fiorentino e Dragonara il 26 ottobre 1255, ad opera delle soldataglie di papa Alessandro IV, al soldo del card. Ottaviano degli Ubaldini. I superstiti delle due città, stabilendosi all’ombra dell’Abbazia di S. Pietro, nei pressi del Castrum normanno-svevo, ora inglobato nel Castello Ducale, diedero vita all’odierno borgo antico di Torremaggiore.
Nel 1295 il feudo passò ai Templari; dopo la loro soppressione, avvenuta nel 1312, venne assegnato in dote da re Roberto d’Angiò a sua moglie Sancia, da cui prende il nome la contrada Reinella. Successivamente, passò a diverse case signorili, tra cui i Gianvilla, conti di Sant’Angelo. Nel 1382 venne investito del feudo Niccolò de Sangro.
Questo casato, discendente dai Duchi di Borgogna, esercitò la sua signoria, coi titoli di principi di Sansevero e duchi di Torremaggiore, salvo qualche interruzione, sino al 1806, anno di soppressione dei diritti feudali.
 
Nel 1627 Torremaggiore fu rasa al suolo dal catastrofico terremoto che sconvolse l’Alto Tavoliere, mentre nel 1656 fu funestata dalla peste bubbonica. Nel 1799 ebbero luogo gli scontri tra sanfedisti fedeli al re e antiborbonici di fede repubblicana, guidati dai fratelli Fiani, uno dei quali, Nicola, fu trucidato a Napoli dai sicari dei Borboni. Nel 1834 viene istituita in onore di S. Sabino, patrono della città, la fiera dell'agricoltura e del bestiame, prima domenica di giugno).
 
Dal 1861 al 1863 imperversò il brigantaggio sotto la guida di Michele Caruso, originario del luogo. Dopo l’esodo migratorio degli anni ’50 e ’60, Torremaggiore si caratterizza per lo sviluppo agricolo. Torremaggiore è anche la città dell’olio extra vergine d’oliva, del grano e del vino che commercializza a livello nazionale e all’estero.
 
A partire dagli anni ’80 cerca di valorizzare il sito di Fiorentino, grazie a vari interventi di scavi ultradecennali, che hanno riportato alla luce i resti della Domus imperiale e della distrutta città medievale. Nel 2007 è stato istituito il Parco archeologico di Fiorentino.
 

 

 
 

 

 

 
 
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